Tashkent Modernism: mezza giornata a piedi tra gli edifici sovietici patrimonio UNESCO
L'ultima mezza giornata a Tashkent non aveva un programma. Era il cuscinetto prima del volo, da decidere come spendere.
E' stata una scelta last minute quella di dedicarci ad un aspetto, spessissimo ignorato, di Tashkent, quello della sua eredità sovietica, fatta di edifici modernisti estremamente affascinante, molti dei quali ancora in funzione. Quello che non sapevamo è che, pochi giorni prima, l'UNESCO aveva iscritto alcuni di quegli edifici nel Patrimonio Mondiale. L'abbiamo scoperto solo quando siamo tornati a casa 😍.
Mezza giornata passata col naso all'insù, tornando indietro di decenni, e chiedendosi come dovesse essere vivere in quell'epoca storica, unica per la sua tipicità. In questo incedere, esplorare e leggere le spiegazioni di ogni edificio, non ci siamo subito resi conto del fatto che stava diventando, per la sua unicità, una delle esperienze più interessanti e inaspettate di tutto il viaggio.
L'itinerario creato con l'aiuto dell'app Tashkent Modernism
Abbiamo disegnato l'itinerario grazie all'app Tashkent Modernism - che segnala la posizione dei siti -, scaricata la mattina stessa grazie a un'info trovata in rete, che ci ha consentito di localizzare agevolmente le tappe in zona, anche le meno famose, e a costruirci un itinerario a portata del nostro tempo limitato. Quindi, se siete attratti da questa parte di storia che Tashkent porta in eredità, scaricarsi questa app è imprescindibile.
Il tour da noi creato è quasi interamente percorribile a piedi, gli edifici sono vicini tra loro (tranne l'ultimo), e in tre/quattro ore si copre tutto il percorso. Ma attenzione: il tempo dipende anche molto da quanti edifici riuscirete a visitare internamente.
Cos'è il modernismo sovietico di Tashkent
Quello che a Tashkent chiamano "modernismo" è l'architettura sovietica costruita soprattutto dopo il devastante terremoto del 1966, quando la città fu ricostruita da zero e diventò un vero e proprio laboratorio architettonico: cemento, cupole, mosaici e forme geometriche reinterpretate attraverso motivi e materiali locali. Un patrimonio che l'UNESCO ha riconosciuto ufficialmente solo nel 2026, inserendo dieci edifici della città nella lista del Patrimonio Mondiale.
Il percorso tappa per tappa
Zhemchug Residential Building
Per la posizione del nostro hotel, si parte dallo Zhemchug Residential Building (“la perla”), architettonicamente notevolissimo. L’abbiamo visto solo da fuori: una volta lì, troppo tardi, abbiamo scoperto, parlando con la signora (della portineria?), che chiamando un numero uzbeko affisso su un biglietto in uzbeko, sulla porta esterna, si può visitare anche l’interno, a pagamento: 100.000 som a persona, circa 7 €, lo stesso costo del Registan 🤔. Non avevamo più soldi uzbeki e non accettavano euro, quindi niente da fare. Peccato: ci sarebbe piaciuto molto, e lo consigliamo a chi ne avrà la possibilità, perché l’interno dev’essere ancora più interessante.
Costruito tra il 1975 e il 1985 dall’architetta Ofelia Aydinova, reinterpreta la tradizionale mahalla uzbeka con cortili sospesi condivisi ogni tre piani: un esperimento sociale prima ancora che architettonico.
Edificio residenziale su Sharaf Rashidov Street
A seguire l'edificio residenziale su Sharaf Rashidov Street: meno sorprendente se si sono già visti edifici simili in altri ex stati sovietici, ma il cortile interno, esplorato di sfuggita, si è rivelato più interessante della facciata.
Blue Domes Café
Il Blue Domes Café è invece stato uno dei posti più iconici della città neli anni '70/'80: costruito nel 1970 su un viale che i tashkenti chiamano "Cupole Blu" in suo onore, ha bellissime cupole in mosaico che richiamano il fiore del cotone, principale prodotto d'esportazione del paese. Ora in decadenza e semi-abbandonato. Se ci si avvicina alle vetrate si intravede un interno che riporta ancora parzialmente ai fasti del passato.
Central Exhibition Hall dell'Accademia delle Arti
Il Central Exhibition Hall dell'Accademia delle Arti, tra gli edifici più intatti e interessanti del giro, fu costruito tra il 1972 e il 1974 con una facciata che richiama il peshtak, il portale ad arco delle architetture islamiche tradizionali. Se si passa in orario di apertura si può visitare anche l'interno. Noi ci siamo purtroppo passati quando era ancora chiuso.
Tashkent Department Store e Russian Drama Theatre
Il Tashkent Department Store fu tra i primi grandi magazzini in stile modernista della città, un simbolo della nuova epoca dei consumi sovietica. Del Russian Drama Theatre of Uzbekistan resta invece pochissimo dell'edificio originale: bisogna un po' immaginarselo, guardando le foto dell'epoca.
State Museum of History e Sharq Publishing House
Il State Museum of History of Uzbekistan, ex Museo Lenin, è del 1970: un volume cubico sollevato su pilastri, con le facciate rivestite del tradizionale panjara, il reticolo che in Uzbekistan filtra da sempre la luce e il calore. Lì vicino, la Sharq Publishing and Printing Creative House, sedici piani, costruita nel 1974 dalla casa editrice Sharq. Famosa per il suo orologio di eleganza minimalista, che è stato però restaurato nel 2012 in un modo che ne ha causato una modifica drastica, oggetto di molte critiche.
Mustaqillik Square e Kosmonavtlar Metro Station
Passando per le fontane di Mustaqillik Square, si arriva a una delle tappe pià celebri del giro: la Kosmonavtlar Metro Station, del 1984, interamente a tema spaziale — un contributo sovietico-uzbeko alla corsa allo spazio.
Hotel Uzbekistan e Amir Temur Square
Ultima tappa in metro fino ad Amir Temur Avenue, sicuramente la tappa più famosa, per vedere l'iconico Hotel Uzbekistan: uno dei simboli indiscussi dell'architettura brutalista sovietica in Asia Centrale. Pare fosse considerato uno dei luoghi più intercettati al mondo, con microspie in ogni stanza e telefono dell'hotel, installate dal Kgb per controllare chi vi alloggiava.
Da qui si può scegliere se continuare, seguendo gli edifici segnalati dall'app nei dintorni, oppure dedicarsi ai siti della lista dei patrimoni Unesco - riportata di seguito - che vi mancano. O, come noi, terminare il percorso: per noi, purtroppo, la fine del tour ha coinciso con la fine della vacanza 😭.
I dieci edifici UNESCO di Tashkent
Il nome ufficiale è "Tashkent Modernist Architecture: Modernity and Tradition in Central Asia". L'iscrizione riguarda dieci edifici costruiti tra gli anni Sessanta e i primi anni Novanta, quattro dei quali citati nel tour che vi abbiamo raccontato, e un quinto - Il Chorsu Market - visitato in altra giornata.
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Zhemchug Residential Building ("la Perla") – 1975–1985. Presente nel tour.
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State Museum of the History of Uzbekistan – 1970. Presente nel tour.
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Central Exhibition Hall of the Academy of Arts – 1974. Presente nel tour.
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Kosmonavtlar Metro Station – 1984. Presente nel tour.
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Big Solar Furnace (Sun Heliocomplex) – 1981–1987. Forno solare a specchi per esperimenti sulle alte temperature; a Parkent, circa 30 km fuori città.
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Peoples' Friendship Palace – 1977–1981. Palazzo da congressi e concerti con portico a colonne sottili e schermi decorativi di ispirazione locale.
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State Museum of Arts of Uzbekistan – 1974. Museo con interni originali; la facciata a pannelli traslucidi fu sostituita negli anni '90.
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State Circus – 1962–1976. Edificio circolare con cupola blu a coste e foyer schermato da una griglia in cemento.
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Chorsu Market (Chorsu Bazaar) – 1985–1990. Grande mercato circolare sotto la cupola turchese, con un ballatoio interno che si affaccia sul bazar.
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Alisher Navoi Cinema Palace – 1964. Cinema dalla facciata bianca, cieca e scanalata come una colonna dorica.
Il Big Solar Furnace è l'unico fuori città: sorge a Parkent, ai piedi delle montagne a est di Tashkent. Gli altri nove si trovano lungo gli assi principali della Tashkent ricostruita dopo il terremoto del 1966.
Il giro dell'app ci ha portati anche davanti a edifici che nella lista Unesco non sono entrati, ma che vale assolutamente la pena visitare, soprattutto se si è appassionati di architettura e di epoca sovietica.
Tour: informazioni pratiche
- Durata: circa tre ore e mezza - senza visitare gli interni -, quasi tutto a piedi. Solo l'ultima tappa, l'Hotel Uzbekistan, richiede la metro.
- Come si fa: si scarica l'app Tashkent Modernism, si sceglie il punto di partenza più comodo e si raggiungono i punti indicati (in questo Google Maps vi sarà di gran supporto).
- Metro: una corsa costa circa 15 centesimi di euro 😮, a prescindere dalla meta. Non serve acquistare prima il biglietto, si paga con carta (anche app, Wallet o simili) ai tornelli.
Il racconto da Khiva a Tashkent: trovi tutte le tappe del resto del viaggio nella guida di viaggio in Uzbekistan.
Conclusioni
Cercavamo un modo per far passare le ultime ore prima dell'aeroporto. E la nostra scelta si è rivelata incredibilmente azzeccata. Tant'è che anche l'UNESCO ce lo ha confermato 🥳. Voi invece... potrete andarci apposta. 😍